NUOVE USCITE

Il Giardino dei Finzi Contini

Vi racconto una storia, qualcosa che ha a che fare con mia madre e mia zia. Vi racconto cosa può succedere dentro di noi da un certo punto in avanti. Come un fatto qualsiasi avvenuto 33 anni fa circa, possa sedimentare in noi per fiorire poi in una canzone.
Di come finimmo a Venezia grazie al matrimonio di alcuni cugini. Di come sia possibile viaggiare nel tempo grazie ai ricordi, ai profumi e di come certe città anche negli anni ’80 respirassero ondate di Rinascimento.
Delle mie strampalate avventure in Italia, della vecchia TV nazionale, delle città che non ho mai visto, dei luoghi comuni che hanno comunque sempre un po’ di verità al loro interno.
Del mio nuovo amore e della semplicità di certe emozioni.
Ricordi frullati, mio fratello che, sul treno, si tolse il gesso alla gamba infortunata in Coppa Italia contro il Como, mentre ci raggiungeva per i festeggiamenti.
A mio Zio Mario e la pastiera Napoletana, a tutta la famiglia che mi rendo conto è sempre molto di più di quello che immaginiamo.
Insomma è un inno alla bellezza e sopratutto è un modo per svelare che la nostra vita va coltivata con delicatezza e passione, che bisogna credere nella trasformazione e questo perché è tutta la vita che la gente mi chiede ma come fai ad essere così ?
Semplice “vecio”: Perché da piccolo ho visto Venezia.

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Il Giardino dei Finzi Contini

Vi racconto una storia, qualcosa che ha a che fare con mia madre e mia zia. Vi racconto cosa può succedere dentro di noi da un certo punto in avanti. Come un fatto qualsiasi avvenuto 33 anni fa circa, possa sedimentare in noi per fiorire poi in una canzone.
Di come finimmo a Venezia grazie al matrimonio di alcuni cugini. Di come sia possibile viaggiare nel tempo grazie ai ricordi, ai profumi e di come certe città anche negli anni ’80 respirassero ondate di Rinascimento.
Delle mie strampalate avventure in Italia, della vecchia TV nazionale, delle città che non ho mai visto, dei luoghi comuni che hanno comunque sempre un po’ di verità al loro interno.
Del mio nuovo amore e della semplicità di certe emozioni.
Ricordi frullati, mio fratello che, sul treno, si tolse il gesso alla gamba infortunata in Coppa Italia contro il Como, mentre ci raggiungeva per i festeggiamenti.
A mio Zio Mario e la pastiera Napoletana, a tutta la famiglia che mi rendo conto è sempre molto di più di quello che immaginiamo.
Insomma è un inno alla bellezza e sopratutto è un modo per svelare che la nostra vita va coltivata con delicatezza e passione, che bisogna credere nella trasformazione e questo perché è tutta la vita che la gente mi chiede ma come fai ad essere così ?
Semplice “vecio”: Perché da piccolo ho visto Venezia.

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